{"id":9608,"date":"2026-11-02T13:38:04","date_gmt":"2026-11-02T12:38:04","guid":{"rendered":"https:\/\/digitalpr.store\/it\/?p=9608"},"modified":"2026-11-02T13:38:04","modified_gmt":"2026-11-02T12:38:04","slug":"pubblicita-ai-mode-google-annunci-paesi-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digitalpr.store\/it\/pubblicita-ai-mode-google-annunci-paesi-2026\/","title":{"rendered":"Pubblicit\u00e0 in AI Mode di Google, gli annunci sponsorizzati arrivano in dieci nuovi Paesi"},"content":{"rendered":"<p>Google amplia la presenza degli annunci pubblicitari nelle ricerche basate sull&#8217;intelligenza artificiale. Il 28 ottobre 2026, attraverso un comunicato pubblicato sul proprio blog ufficiale, il gruppo ha annunciato l&#8217;estensione della pubblicit\u00e0 in AI Mode a dieci nuovi mercati, accompagnata dall&#8217;introduzione negli Stati Uniti di inserzioni capaci di comparire anche durante le domande successive di una conversazione.<\/p>\n<p>I Paesi interessati sono <strong>Australia, Canada, India, Kenya, Malaysia, Nuova Zelanda, Nigeria, Pakistan, Filippine e Singapore<\/strong>. Entro il quarto trimestre del 2026 sono previste ulteriori estensioni, con Brasile, Messico e Regno Unito tra i mercati indicati. L&#8217;Italia non compare nell&#8217;elenco dei Paesi coinvolti dall&#8217;annuncio.<\/p>\n<p>La novit\u00e0 riguarda una modalit\u00e0 di ricerca nella quale l&#8217;utente pu\u00f2 formulare domande articolate, ricevere risposte generate dall&#8217;intelligenza artificiale e proseguire l&#8217;interazione senza ricominciare ogni volta da una nuova interrogazione. Per gli inserzionisti significa poter intercettare esigenze commerciali che emergono progressivamente, anche quando la richiesta iniziale non contiene il nome di un prodotto o di un&#8217;azienda.<\/p>\n<h2>Dieci nuovi mercati per la pubblicit\u00e0 nelle ricerche conversazionali<\/h2>\n<p>L&#8217;espansione geografica rappresenta un passaggio significativo nella commercializzazione di AI Mode, la funzione di Google Search progettata per affrontare domande complesse, confrontare informazioni e approfondire argomenti attraverso una conversazione.<\/p>\n<p>L&#8217;annuncio del 28 ottobre porta la pubblicit\u00e0 in AI Mode di Google oltre la fase iniziale concentrata sul mercato statunitense. La scelta dei nuovi Paesi comprende economie con caratteristiche differenti: mercati pubblicitari consolidati come Canada e Australia, grandi bacini di utenti come India e Pakistan e realt\u00e0 nelle quali commercio digitale e servizi online presentano opportunit\u00e0 di crescita, come Kenya e Nigeria.<\/p>\n<p>Non si tratta per\u00f2 di una disponibilit\u00e0 indistinta in tutte le lingue e per qualsiasi formato. La documentazione Google Ads relativa alle esperienze di ricerca basate sull&#8217;intelligenza artificiale indica l&#8217;inglese come lingua supportata per gli annunci integrati in AI Mode e AI Overviews nei mercati elencati. Sono inoltre presenti alcune differenze operative: in Pakistan, per esempio, la disponibilit\u00e0 documentata riguarda gli annunci testuali.<\/p>\n<p>La distinzione \u00e8 rilevante soprattutto per gli inserzionisti internazionali. La presenza di un Paese nell&#8217;elenco non garantisce che ogni tipologia di campagna, lingua o formato pubblicitario possa essere utilizzata nelle stesse condizioni.<\/p>\n<p>Google prevede inoltre di proseguire l&#8217;espansione nel corso dell&#8217;ultimo trimestre del 2026. Brasile, Messico e Regno Unito sono espressamente citati tra le destinazioni successive, ma l&#8217;indicazione riguarda un programma di estensione e non certifica che il servizio sia gi\u00e0 operativo in quei mercati.<\/p>\n<h2>Negli Stati Uniti arrivano gli annunci multiturn<\/h2>\n<p>La seconda novit\u00e0 annunciata riguarda il funzionamento della pubblicit\u00e0 durante le conversazioni con il motore di ricerca.<\/p>\n<p>Negli Stati Uniti Google sta introducendo gli annunci <em>multiturn<\/em>, destinati a comparire anche in corrispondenza delle domande di approfondimento formulate dall&#8217;utente. Il termine identifica una modalit\u00e0 pubblicitaria che tiene conto dello sviluppo della conversazione, anzich\u00e9 limitarsi alla prima richiesta.<\/p>\n<p>Il cambiamento pu\u00f2 essere illustrato con un caso ipotetico. Una persona potrebbe iniziare chiedendo quali caratteristiche valutare prima di acquistare un computer portatile. Dopo aver ricevuto una risposta, potrebbe precisare di cercare un modello leggero, adatto ai viaggi e con un&#8217;autonomia elevata. Una terza domanda potrebbe riguardare le differenze tra due fasce di prezzo.<\/p>\n<p>In una ricerca tradizionale queste esigenze potrebbero generare interrogazioni distinte. In AI Mode, invece, vengono sviluppate all&#8217;interno dello stesso percorso di consultazione. Gli annunci multiturn consentono di presentare contenuti sponsorizzati anche quando l&#8217;intenzione commerciale diventa pi\u00f9 definita nelle richieste successive.<\/p>\n<p>L&#8217;annuncio non significa che ogni domanda generi automaticamente pubblicit\u00e0. La comparsa degli annunci dipende dalla pertinenza commerciale della richiesta, dai sistemi di selezione pubblicitaria e dai formati disponibili.<\/p>\n<p>La pubblicit\u00e0 in AI Mode di Google conserva inoltre una separazione dichiarata tra contenuti sponsorizzati e risultati organici. Le inserzioni devono essere identificate con l&#8217;etichetta <strong>Sponsored<\/strong>, mentre le risposte organiche prodotte dall&#8217;intelligenza artificiale rimangono distinte dagli annunci acquistati dagli inserzionisti.<\/p>\n<p>\u00c8 un elemento particolarmente delicato in un&#8217;interfaccia conversazionale, dove informazioni, suggerimenti e proposte commerciali possono comparire all&#8217;interno di un&#8217;esperienza di consultazione continua.<\/p>\n<h2>Le ricerche in AI Mode sono mediamente tre volte pi\u00f9 lunghe<\/h2>\n<p>Uno degli elementi centrali della strategia pubblicitaria riguarda il modo in cui vengono formulate le domande.<\/p>\n<p>Nel comunicato del 28 ottobre Google riferisce che le interrogazioni effettuate in AI Mode sono, in media, <strong>tre volte pi\u00f9 lunghe rispetto alle ricerche tradizionali<\/strong>. Il dato proviene dal Google AI Mode Report relativo agli Stati Uniti, datato maggio 2026, ed \u00e8 quindi una rilevazione interna dell&#8217;azienda, non una misurazione indipendente dell&#8217;intero mercato.<\/p>\n<p>La differenza nella lunghezza delle richieste possiede implicazioni concrete per la pubblicit\u00e0 digitale.<\/p>\n<p>Una ricerca composta da poche parole, come il nome di una categoria merceologica, comunica un interesse relativamente generico. Una domanda pi\u00f9 articolata pu\u00f2 invece includere esigenze funzionali, caratteristiche desiderate, circostanze d&#8217;utilizzo e vincoli economici.<\/p>\n<p>Queste informazioni permettono ai sistemi pubblicitari di valutare la pertinenza di un&#8217;inserzione rispetto a un&#8217;intenzione commerciale pi\u00f9 dettagliata.<\/p>\n<p>Google distingue infatti due modalit\u00e0 di associazione degli annunci alle ricerche. La prima si basa direttamente sulla richiesta dell&#8217;utente, quando questa contiene gi\u00e0 un&#8217;intenzione commerciale riconoscibile. La seconda considera anche il contenuto della risposta generata dall&#8217;intelligenza artificiale, individuando eventuali opportunit\u00e0 commerciali emerse durante un approfondimento.<\/p>\n<p>Un esempio riportato nella documentazione Google Ads riguarda una persona che chiede perch\u00e9 l&#8217;acqua della propria piscina sia diventata verde e come risolvere il problema. La domanda iniziale \u00e8 informativa, ma la risposta pu\u00f2 affrontare operazioni di pulizia e trattamento che richiedono prodotti specifici. Il sistema pu\u00f2 quindi individuare annunci pertinenti alle soluzioni descritte.<\/p>\n<p>La pubblicit\u00e0 entra cos\u00ec in una fase della ricerca nella quale l&#8217;utente sta ancora comprendendo il problema, prima di aver necessariamente deciso cosa acquistare.<\/p>\n<p>Questo meccanismo pu\u00f2 ampliare le occasioni di contatto per i marchi, ma comporta anche una maggiore attenzione alla qualit\u00e0 delle informazioni utilizzate per descrivere prodotti e servizi.<\/p>\n<h2>Annunci sponsorizzati e risultati organici restano due percorsi distinti<\/h2>\n<p>Il rapporto tra risultati organici e contenuti a pagamento \u00e8 uno dei punti pi\u00f9 importanti dell&#8217;espansione pubblicitaria.<\/p>\n<p>AI Mode utilizza sistemi di intelligenza artificiale per elaborare risposte articolate e proporre collegamenti a pagine web pertinenti. Gli annunci pubblicitari seguono invece i meccanismi di selezione e asta previsti da Google Ads.<\/p>\n<p>Secondo la documentazione ufficiale della piattaforma, l&#8217;acquisto di pubblicit\u00e0 non modifica le risposte organiche generate dal motore di ricerca. Allo stesso modo, la presenza di un sito tra le fonti citate da AI Mode non garantisce una posizione privilegiata nell&#8217;asta pubblicitaria.<\/p>\n<p>La distinzione riguarda anche la misurazione dei risultati. Un collegamento organico pu\u00f2 essere mostrato perch\u00e9 una pagina viene considerata pertinente rispetto alla richiesta; un annuncio compare perch\u00e9 soddisfa i criteri di idoneit\u00e0 e selezione previsti per le campagne sponsorizzate.<\/p>\n<p>Google ha inoltre comunicato che, nei propri test statunitensi, i tassi di clic degli elementi sponsorizzati presenti negli elenchi di prodotti di AI Mode risultano gi\u00e0 simili a quelli degli elementi organici comparabili. Il confronto deriva da dati interni raccolti tra il 20 agosto e il 3 settembre 2026.<\/p>\n<p>Il risultato non pu\u00f2 essere interpretato come una dimostrazione generale di equivalenza tra pubblicit\u00e0 e risultati organici. La rilevazione riguarda uno specifico mercato, un periodo circoscritto e una determinata tipologia di contenuti. Non documenta da sola differenze nei tassi di conversione, nel costo di acquisizione dei clienti o nella redditivit\u00e0 delle campagne.<\/p>\n<p>Resta comunque un&#8217;indicazione dell&#8217;interesse commerciale attribuito da Google ai nuovi spazi pubblicitari.<\/p>\n<h2>Come cambiano le campagne Google Ads<\/h2>\n<p>Dal punto di vista operativo, la pubblicit\u00e0 in AI Mode di Google non richiede necessariamente la creazione di campagne completamente nuove.<\/p>\n<p>La documentazione Google Ads indica che le campagne Search, Shopping e Performance Max gi\u00e0 esistenti possono essere idonee alla pubblicazione negli spazi pubblicitari delle esperienze AI, quando sono rispettate le condizioni geografiche, linguistiche e di pertinenza.<\/p>\n<p>La selezione degli annunci continua a utilizzare il sistema d&#8217;asta di Google Ads e i modelli di offerta gi\u00e0 previsti, compresi quelli basati sul costo per clic e sulle conversioni. Non viene applicato un sovrapprezzo specifico per la partecipazione a questi posizionamenti.<\/p>\n<p>Cambiano, invece, alcune modalit\u00e0 con cui i sistemi individuano la corrispondenza tra annunci e interrogazioni.<\/p>\n<p>Le parole chiave a corrispondenza esatta o a frase possono intercettare richieste con un&#8217;intenzione commerciale esplicita. Le soluzioni di targeting basate sull&#8217;intelligenza artificiale, tra cui AI Max per le campagne Search, la corrispondenza generica e Performance Max, possono partecipare anche alla selezione contestuale, quando la rilevanza commerciale emerge dalla domanda e dalla risposta elaborata dal sistema.<\/p>\n<p>Per gli inserzionisti questo rende particolarmente importante la qualit\u00e0 dei segnali utilizzati dalle campagne.<\/p>\n<p>Informazioni incomplete sui prodotti, pagine di destinazione poco chiare o descrizioni non aggiornate possono ridurre la capacit\u00e0 di presentare un&#8217;offerta coerente con richieste molto specifiche.<\/p>\n<p>Nelle campagne Shopping assume rilievo anche la completezza dei dati presenti in Merchant Center: titoli descrittivi, prezzi corretti, disponibilit\u00e0, immagini e condizioni di vendita devono corrispondere alle informazioni pubblicate sul sito.<\/p>\n<p>Un altro limite operativo riguarda il controllo dei posizionamenti. Google Ads non consente di selezionare AI Mode come destinazione pubblicitaria esclusiva, n\u00e9 di escludere separatamente le sue inserzioni mantenendo invariata la partecipazione alle altre esperienze di ricerca.<\/p>\n<p>Anche le statistiche vengono integrate nei report ordinari delle campagne. Impressioni, clic, conversioni e costi comprendono quindi le attivit\u00e0 registrate nelle esperienze AI, senza offrire necessariamente una misurazione separata e completa del rendimento specifico di AI Mode.<\/p>\n<p>Questa caratteristica rende pi\u00f9 complesso attribuire eventuali miglioramenti delle prestazioni alla sola presenza negli spazi conversazionali.<\/p>\n<h2>Gli annunci con spiegazioni generate dall&#8217;intelligenza artificiale<\/h2>\n<p>L&#8217;espansione annunciata a ottobre si collega a un percorso di sperimentazione avviato nei mesi precedenti.<\/p>\n<p>Durante Google Marketing Live del 20 maggio 2026 erano stati presentati nuovi formati pubblicitari sviluppati attraverso Gemini, progettati per accompagnare gli utenti nella valutazione di prodotti e servizi.<\/p>\n<p>Tra questi rientrano i <em>Conversational Discovery ads<\/em>, che consentono di proporre contenuti pubblicitari adattati a domande specifiche, e gli <em>Highlighted Answers<\/em>, pensati per inserire annunci pertinenti in determinate presentazioni di suggerimenti e raccomandazioni.<\/p>\n<p>Una caratteristica di queste sperimentazioni riguarda la presenza di spiegazioni generate dall&#8217;intelligenza artificiale, utilizzate per chiarire il collegamento tra un prodotto sponsorizzato e le esigenze espresse nella ricerca.<\/p>\n<p>Google distingue queste spiegazioni dagli elementi creativi forniti direttamente dall&#8217;inserzionista. I testi possono essere elaborati utilizzando il contesto della richiesta, le risposte generate e le informazioni pubblicamente disponibili, comprese quelle presenti sui siti aziendali.<\/p>\n<p>Gli inserzionisti non possono necessariamente scrivere o approvare direttamente tali spiegazioni.<\/p>\n<p>La distinzione introduce una questione pratica per la comunicazione dei marchi: una parte della presentazione pubblicitaria pu\u00f2 dipendere dall&#8217;interpretazione automatica delle informazioni disponibili, mentre titoli, descrizioni, immagini e pagine di destinazione continuano a rappresentare gli elementi gestiti attraverso le campagne.<\/p>\n<p>Non tutti i formati sperimentali annunciati durante Google Marketing Live devono per\u00f2 essere considerati automaticamente disponibili nei dieci Paesi interessati dall&#8217;espansione del 28 ottobre. Le sperimentazioni pubblicitarie e la distribuzione geografica delle inserzioni seguono programmi di introduzione differenti.<\/p>\n<h2>Quali conseguenze per marchi, contenuti aziendali e digital PR<\/h2>\n<p>La pubblicit\u00e0 in AI Mode di Google pu\u00f2 incidere sulle strategie di comunicazione perch\u00e9 modifica le circostanze nelle quali un potenziale cliente entra in contatto con un marchio.<\/p>\n<p>Una ricerca conversazionale pu\u00f2 iniziare da un problema tecnico, proseguire con un confronto tra alternative e arrivare soltanto in una fase successiva alla valutazione di un prodotto o di un fornitore.<\/p>\n<p>Questa progressione rende utile una comunicazione capace di rispondere a domande specifiche, documentare caratteristiche verificabili e chiarire le condizioni nelle quali un servizio pu\u00f2 essere effettivamente utilizzato.<\/p>\n<p>Per esempio, un&#8217;azienda che vende software gestionali pu\u00f2 avere interesse a descrivere con precisione le integrazioni disponibili, le modalit\u00e0 di utilizzo e le esigenze organizzative alle quali risponde il prodotto. Una comunicazione limitata a messaggi generici rischia invece di fornire pochi elementi utili quando il sistema deve valutare la pertinenza rispetto a richieste articolate.<\/p>\n<p>Le conseguenze riguardano anche le pagine di destinazione delle campagne. Un annuncio pertinente pu\u00f2 attirare l&#8217;interesse di un utente, ma la conversione dipende poi dalla capacit\u00e0 del sito di fornire risposte coerenti con la ricerca effettuata.<\/p>\n<p>Per le attivit\u00e0 di <strong>digital PR<\/strong> emerge una distinzione tra visibilit\u00e0 editoriale e acquisto di spazi pubblicitari.<\/p>\n<p>Articoli giornalistici, approfondimenti settoriali, contenuti pubblicati su testate online e materiali informativi aziendali possono contribuire alla presenza digitale di un marchio e alla disponibilit\u00e0 di informazioni verificabili sul suo conto. Non esiste tuttavia una garanzia che queste pubblicazioni vengano selezionate, citate o utilizzate da AI Mode.<\/p>\n<p>Google Search Central precisa che, per essere idonea a comparire come collegamento di supporto nelle esperienze AI, una pagina deve essere indicizzata e poter essere mostrata nei risultati di ricerca con uno snippet. Non sono previsti requisiti SEO aggiuntivi specifici per ottenere questa idoneit\u00e0.<\/p>\n<p>La pubblicazione di contenuti su siti autorevoli non costituisce quindi un accesso privilegiato alle risposte generate dall&#8217;intelligenza artificiale. Restano determinanti la qualit\u00e0 delle informazioni, la loro pertinenza rispetto alla richiesta e i sistemi di selezione utilizzati dal motore di ricerca.<\/p>\n<p>Le campagne di digital PR possono comunque essere progettate tenendo conto del linguaggio delle ricerche conversazionali. Approfondimenti su problemi concreti, confronti documentati, informazioni tecniche aggiornate e spiegazioni delle caratteristiche dei prodotti possono rispondere a esigenze informative pi\u00f9 dettagliate rispetto a quelle intercettate da contenuti esclusivamente promozionali.<\/p>\n<p>Anche la coerenza tra comunicati, articoli, sito aziendale e pagine commerciali assume una rilevanza operativa. Informazioni discordanti su caratteristiche, prezzi o disponibilit\u00e0 possono complicare la comprensione dell&#8217;offerta sia da parte degli utenti sia dei sistemi automatici.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario, per\u00f2, evitare di attribuire a queste attivit\u00e0 effetti automatici sul posizionamento organico o sull&#8217;esposizione pubblicitaria. Una strategia editoriale pu\u00f2 migliorare la qualit\u00e0 e la diffusione delle informazioni relative a un marchio; la distribuzione degli annunci continua a dipendere dalle regole delle campagne Google Ads.<\/p>\n<h2>L&#8217;Italia resta fuori dall&#8217;espansione pubblicitaria annunciata a ottobre<\/h2>\n<p>La distinzione tra disponibilit\u00e0 di AI Mode e attivazione dei relativi annunci \u00e8 particolarmente importante per il mercato italiano.<\/p>\n<p>Le funzionalit\u00e0 di ricerca conversazionale di Google hanno una distribuzione geografica pi\u00f9 ampia rispetto alla pubblicit\u00e0 integrata nelle relative risposte. La possibilit\u00e0 di utilizzare AI Mode non implica, pertanto, che le aziende possano acquistare inserzioni da mostrare al suo interno in ogni Paese.<\/p>\n<p>Al 2 novembre 2026, <strong>l&#8217;Italia non compare nell&#8217;elenco ufficiale dei mercati abilitati agli annunci all&#8217;interno di AI Mode<\/strong>. Non \u00e8 inclusa neppure tra le tre destinazioni espressamente indicate per la successiva fase di espansione, ossia Brasile, Messico e Regno Unito.<\/p>\n<p>Va inoltre evitata la confusione con AI Overviews, la funzione che presenta riepiloghi generati dall&#8217;intelligenza artificiale direttamente nei risultati di ricerca tradizionali. Gli annunci collocati sopra o sotto questi riepiloghi seguono condizioni di disponibilit\u00e0 differenti rispetto agli annunci integrati nelle esperienze AI.<\/p>\n<p>Per le imprese italiane attive esclusivamente sul mercato nazionale, l&#8217;annuncio del 28 ottobre non comporta quindi l&#8217;apertura generalizzata di un nuovo posizionamento pubblicitario interno ad AI Mode.<\/p>\n<p>La situazione \u00e8 diversa per le aziende che operano nei Paesi gi\u00e0 interessati dall&#8217;espansione. Un&#8217;impresa italiana con attivit\u00e0 commerciali in Canada, Australia o Singapore pu\u00f2 valutare le opportunit\u00e0 offerte dai nuovi posizionamenti, verificando le condizioni di idoneit\u00e0 delle proprie campagne e la disponibilit\u00e0 linguistica.<\/p>\n<p>La pubblicit\u00e0 in AI Mode di Google rimane comunque collegata ai sistemi Google Ads gi\u00e0 esistenti, senza un canale autonomo che permetta agli inserzionisti di riservare investimenti esclusivamente alla ricerca conversazionale.<\/p>\n<p>Per gli operatori del marketing italiano, l&#8217;aspetto immediatamente osservabile riguarda soprattutto l&#8217;evoluzione dei formati pubblicitari e dei criteri di pertinenza. L&#8217;eventuale apertura del mercato nazionale richieder\u00e0 una comunicazione specifica da parte di Google, con indicazioni su lingue supportate, formati disponibili e condizioni di partecipazione.<\/p>\n<p>Fino a quel momento, la pianificazione delle campagne destinate all&#8217;Italia dovr\u00e0 distinguere le opportunit\u00e0 gi\u00e0 operative nella ricerca tradizionale e nelle altre esperienze pubblicitarie dalle funzionalit\u00e0 di AI Mode ancora non abilitate per il mercato nazionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Google amplia la presenza degli annunci pubblicitari nelle ricerche basate sull&#8217;intelligenza artificiale. 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