{"id":8860,"date":"2021-03-18T17:23:25","date_gmt":"2021-03-18T16:23:25","guid":{"rendered":"http:\/\/digitalpr.store\/it\/?p=8860"},"modified":"2021-03-18T19:07:24","modified_gmt":"2021-03-18T18:07:24","slug":"corporate-storytelling","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digitalpr.store\/it\/corporate-storytelling\/","title":{"rendered":"Corporate storytelling: errori da evitare"},"content":{"rendered":"\n<p>Chi si dedica al <strong>corporate <a href=\"https:\/\/digitalpr.store\/it\/storytelling\/\">storytelling<\/a><\/strong> deve prestare attenzione a una lunga serie di errori che rischiano di compromettere i risultati che si possono raggiungere con una strategia di narrazione. Il racconto, al giorno d\u2019oggi, \u00e8 una parte fondamentale delle tecniche di comunicazione e di marketing quotidiane, tanto per le aziende di grandi dimensioni, quanto per le PMI o addirittura i singoli professionisti. Non importa che si agisca soprattutto online o che si preferisca <strong>muoversi offline<\/strong>: quel che conta \u00e8 rispondere alla necessit\u00e0 di raccontarsi. Il corporate storytelling permette di conseguire degli <a href=\"https:\/\/digitalpr.store\/it\/smart-obiettivi-campagna-content-marketing\/\">obiettivi<\/a> strategici attraverso la costruzione di un racconto d\u2019impresa, che pu\u00f2 essere integrato da attivit\u00e0 di visual storytelling. A seconda delle esigenze che ci si propone di assecondare, ogni progetto di narrazione d\u2019impresa ha bisogno di una specifica metodologia e di strumenti adeguati, destinati a essere scelti dagli <strong>storytelling specialist<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quando il corporate storytelling non \u00e8 efficace<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Uno dei motivi pi\u00f9 frequenti per i quali il corporate storytelling rischia di risultare poco efficace \u00e8 rappresentato da una <strong>narrazione piatta<\/strong>. Bisogna sempre far sapere alle persone che un\u2019azienda \u00e8 composta da un universo variegato di individui, di caratteri e di capacit\u00e0: qualora tale mondo venga nascosto al pubblico, si commette un errore. In sostanza, il marchio non deve fagocitare tutto il resto, perch\u00e9 la conseguenza \u00e8 quella di un brand dall\u2019<strong>immagine monodimensionale<\/strong>. Occorre, invece, coinvolgere chiunque contribuisca alla crescita del marchio, in maniera indiretta o diretta: questo permette di avvicinare il pubblico e di rendere la narrazione pi\u00f9 profonda.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come entrare in contatto con il proprio target<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>I consumatori dovrebbero essere messi nelle condizioni di sapere chi lavora per un brand, perch\u00e9 il dietro le quinte \u00e8 sempre apprezzato, e i <strong>retroscena<\/strong> sono fonte di curiosit\u00e0. Inoltre, questa strategia avvicina il brand all\u2019esperienza quotidiana delle persone. Ogni impresa \u00e8 composta da individui, i cui gusti, le cui attese e i cui bisogni non sono troppo diversi da quelli dei <a href=\"https:\/\/digitalpr.store\/it\/nuovi-clienti-con-il-content-marketing\/\">clienti<\/a>. D\u2019altro canto, il tratto peculiare dello storytelling consiste nella <strong>diffusione di storie umane<\/strong>, che sono le pi\u00f9 coinvolgenti. Questa \u00e8 la via da seguire per condividere esperienze comuni, che sono quelle che contribuiscono alla grandezza di un business, in qualunque settore.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La complessit\u00e0 va evitata<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La complessit\u00e0 non \u00e8 mai una soluzione vincente, neppure quando si fa corporate storytelling. Al contrario, \u00e8 un modo sicuro per <strong>allontanare le persone<\/strong>, che rischiano di tenersi a distanza dal marchio. Coloro che operano in ambiti tecnici, <a href=\"https:\/\/digitalpr.store\/it\/meeo\/\">come<\/a> per esempio quello sanitario, quello finanziario o quello tecnologico, hanno la tendenza a puntare su un alto livello di complessit\u00e0, perch\u00e9 ritengono che tale aspetto possa conferire <strong>autorevolezza<\/strong> e sia sinonimo di spessore. In altri casi, invece, lo storytelling risulta complesso per la banale ragione che non si \u00e8 stati in grado di semplificarlo, nella convinzione che un argomento specifico non possa essere reso in maniera troppo schematica. Ebbene, questo \u00e8 un approccio errato, e anche per gli <a href=\"https:\/\/digitalpr.store\/it\/argomenti-interessanti-di-cui-parlare-nel-blog\/\">argomenti<\/a> in apparenza pi\u00f9 impegnativi esistono delle soluzioni che aiutano a <strong>comunicare in modo immediato<\/strong>. E quindi efficace.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Che cosa impedisce allo storytelling di funzionare<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>I dettagli del gergo tecnico sono spesso un ostacolo critico per la buona resa del corporate storytelling, e lo stesso discorso pu\u00f2 valere per gli <strong>inglesismi<\/strong>. D\u2019altro canto \u00e8 difficile riuscire a suscitare un forte coinvolgimento emotivo se la storia che si racconta \u00e8 difficile da capire o da memorizzare. Non si pu\u00f2 prescindere dall\u2019immediatezza del senso, una caratteristica fondamentale anche nell\u2019ottica dell\u2019autenticit\u00e0. La <strong>semplicit\u00e0<\/strong> \u00e8 la strada da privilegiare, soprattutto se si parte dal presupposto \u2013 di cui non ci si pu\u00f2 dimenticare \u2013 che in tutti i processi di comunicazione tra il mittente di un messaggio e il suo destinatario ci sono delle interferenze. In parole povere: il mittente pensa e immagina il messaggio in un modo, ma poi lo rende effettivo in un modo diverso; il destinatario, a sua volta, recepisce e interpreta il messaggio a proprio modo, che di sicuro sar\u00e0 differente rispetto a quello del mittente. Ecco perch\u00e9 la comunicazione \u00e8 gi\u00e0 <strong>complessa<\/strong> di per s\u00e9: non ha senso renderla ancora meno immediata.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>A che cosa serve lo storytelling<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Lo <strong>scopo del corporate storytelling<\/strong> \u00e8 quello di instaurare una sorta di affinit\u00e0 dal punto di vista emotivo tra il marchio e il potenziale cliente: si tratta da un lato di instaurare dei rapporti nuovi e dall\u2019altro lato di consolidare dei legami che gi\u00e0 esistono. In questa ottica, non ha molto senso proporsi come i migliori del mercato, e anzi il rischio \u00e8 quello di apparire arroganti o poco professionali. <strong>Autocelebrarsi<\/strong> non serve a niente, soprattutto se la leadership nel proprio settore non \u00e8 supportata da dati oggettivi e fatti concreti. Per lo storytelling, non \u00e8 la strada giusta creare un mito attorno a <a href=\"https:\/\/digitalpr.store\/it\/reputazione-personale-promuovere-se-stessi\/\">s\u00e9 stessi<\/a>, perch\u00e9 da questo approccio deriva una <strong>sensazione di superficialit\u00e0 e di finzione<\/strong> dagli effetti facili da prevedere. Gli interlocutori gi\u00e0 scettici di per s\u00e9 rischiano di restare distanti, ma anche quelli meno diffidenti potrebbero nutrire dei dubbi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Gli effetti della comunicazione patinata<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>\u00c8 pur vero che fino a qualche tempo fa la comunicazione patinata andava molto di moda, ma in questa epoca sembra aver smarrito la propria efficacia. I consumatori attuali, infatti, conoscono gli <strong>strumenti di marketing<\/strong> e ne hanno <a href=\"https:\/\/digitalpr.store\/it\/come-migliorare-consapevolezza-reputazione-del-brand\/\">consapevolezza<\/a>: di conseguenza non fanno fatica a capire quando una comunicazione \u00e8 eccessiva o millanta fatti non veritieri. I brand devono, invece, porsi sullo stesso piano dei clienti con cui intendono comunicare, con un approccio sincero che \u00e8 alla base di una narrazione coinvolgente. La spontaneit\u00e0 e l\u2019umanit\u00e0, <strong>fondamentali per un corporate <a href=\"https:\/\/digitalpr.store\/it\/linee-guida-per-uno-storytelling-efficace\/\">storytelling efficace<\/a><\/strong>, non hanno a che fare con la perfezione, ma possono coinvolgere anche difetti e problemi. Se l\u2019obiettivo \u00e8 quello di essere ammirati e basta, \u00e8 probabile che ne derivi un effetto distanziante.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Fare storytelling non vuol dire vendere<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La narrazione non va considerata come uno <strong>strumento di vendita<\/strong>. L\u2019arte del raccontare storie presuppone una costruzione meticolosa, e non equivale al semplice mettere in fila una serie di fatti. Le storie hanno a che fare con le <a href=\"https:\/\/digitalpr.store\/it\/emotional-branding\/\">emozioni<\/a> e con le passioni: non con le statistiche, non con i numeri. Per far conoscere i numeri di un\u2019azienda \u00e8 meglio una presentazione; ma se si vuol fare corporate storytelling si deve pensare ad altro, mettendo al centro dell\u2019attenzione le persone e le loro <strong>esperienze<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quali informazioni raccontare<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Un errore di cui spesso non ci si rende conto \u00e8 quello che si commette nel momento in cui si rivela una <strong>quantit\u00e0 eccessiva di informazioni<\/strong>. Se \u00e8 vero che lo storytelling deve portare i consumatori a immedesimarsi, ecco che scendere nei dettagli in maniera eccessiva pu\u00f2 non essere l\u2019approccio giusto. I lettori e gli spettatori devono essere avvinti, e ci\u00f2 \u00e8 possibile solo se non tutti gli spazi dell\u2019immaginazione vengono riempiti. \u00c8 grazie ai vuoti che le persone hanno modo di <strong>identificarsi nel protagonista<\/strong> di una storia e sostituirsi ad esso, insomma.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019esigenza di sorprendere<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 detto che un corporate storytelling efficace debba per forza lasciare a bocca aperta e sbalordire i destinatari. Pensare di <strong>dover stupire a ogni costo<\/strong> \u00e8 sbagliato. Per esempio, un finale a sorpresa \u00e8 un clich\u00e9, e pu\u00f2 servire solo in alcuni casi: non tutte le storie sono adatte a una conclusione simile. Meglio essere cauti, dunque, per non compromettere il racconto costruito.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>I fallimenti non vanno nascosti<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Anche <strong>i fallimenti e le sconfitte<\/strong> devono far parte del racconto, ma \u00e8 ovvio che bisogna essere in grado di inserire questi elementi con sapienza: \u00e8 assolutamente proibito sfociare nel vittimismo. L\u2019intento \u00e8, invece, quello di far capire in che modo il brand riesce a superare le difficolt\u00e0 e a far fronte agli imprevisti, individuando di volta in volta le soluzioni pi\u00f9 adatte per garantire alla clientela <a href=\"https:\/\/digitalpr.store\/it\/presentare-prodotti-e-servizi\/\">servizi e prodotti<\/a> validi. Ma citare i fallimenti serve anche a <strong>evitare le iperboli e le esagerazioni<\/strong> poco credibili tipiche della comunicazione corporate: avete mai fatto caso che tutte le aziende si dichiarano leader nel proprio settore di mercato? Dichiarazioni di questo tipo appaiono poco credibili e possono perfino far allontanare i <a href=\"https:\/\/digitalpr.store\/it\/come-individuare-il-target-di-riferimento-piu-appropriato-per-la-digital-pr\/\">potenziali clienti<\/a> a cui sono rivolte.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il valore del contesto<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il contesto \u00e8 un aspetto di fondamentale importanza di cui si deve tenere conto quando si costruisce una narrazione nell\u2019ottica di una <strong>strategia di marketing<\/strong> basata sul corporate storytelling. Il contesto comprende l\u2019insieme di elementi che aiutano a cogliere i dettagli e le caratteristiche di una particolare situazione. I lettori e gli spettatori spesso hanno la necessit\u00e0 di venire <strong>guidati fino al fulcro del racconto<\/strong>, ed \u00e8 a questo che serve il contesto, senza il quale il rischio \u00e8 quello di non capire.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>I social network<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>I <strong>social network<\/strong> rappresentano il canale di comunicazione ideale per condividere una storia, anche se breve: quello che conta \u00e8 che sia capace di coinvolgere e risulti incisiva. Il visual network per antonomasia \u00e8 Pinterest, che permette di dare vita a storie sul marchio con le sue bacheche. Anche <a href=\"https:\/\/digitalpr.store\/it\/come-fare-content-marketing-su-instagram\/\">Instagram<\/a>, comunque, offre la possibilit\u00e0 di stabilire un <strong>contatto diretto con i potenziali clienti<\/strong>: basta postare foto e video della vita di tutti i giorni, dietro le quinte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi si dedica al corporate storytelling deve prestare attenzione a una lunga serie di errori che rischiano di compromettere i risultati che si possono raggiungere con una strategia di narrazione. 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