{"id":8329,"date":"2021-03-10T14:31:47","date_gmt":"2021-03-10T13:31:47","guid":{"rendered":"http:\/\/digitalpr.store\/it\/?p=8329"},"modified":"2023-06-23T12:48:15","modified_gmt":"2023-06-23T10:48:15","slug":"backlink","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digitalpr.store\/it\/backlink\/","title":{"rendered":"Backlink: come riconoscere i link buoni e quelli da evitare"},"content":{"rendered":"\n<p>Il <strong>posizionamento organico<\/strong> \u00e8 un aspetto a cui si deve prestare la massima attenzione nel momento in cui si costruisce un sito nuovo; in caso contrario, si rischia di ritrovarsi con un sito che, per quanto interessante possa essere, non viene mostrato nei risultati di ricerca di Google. Ecco perch\u00e9 una strategia di comunicazione efficace non pu\u00f2 prescindere dalla Seo, <strong>l\u2019ottimizzazione per i motori di ricerca<\/strong>: per procedere \u00e8 necessario analizzare le parole chiave del settore, tenendo conto sia delle occasioni che delle possibili criticit\u00e0 correlate al posizionamento.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come agire<\/h2>\n\n\n\n<p>Dopo aver individuato <strong>le <a href=\"https:\/\/digitalpr.store\/it\/keyword-strategy\/\">keyword<\/a> ideali<\/strong>, utili per scavalcare i concorrenti sul lungo termine, ci si pu\u00f2 dedicare alla stesura dei contenuti, concentrandosi sulla formattazione Seo. I contenuti on site sono quelli ospitati direttamente sul sito, per esempio in una sezione dedicata alle news o al blog; i <strong>contenuti off site<\/strong>, invece, sono quelli che vengono pubblicati su altri siti, che poi linkeranno, secondo l\u2019attivit\u00e0 di <a href=\"https:\/\/digitalpr.store\/it\/link-building-seo\/\">link building<\/a> che \u00e8 stata pianificata, al sito su cui si sta lavorando e che deve essere posizionato. I <strong>backlink<\/strong> corrispondono ai <a href=\"https:\/\/digitalpr.store\/it\/cos-e-un-link\/\">link<\/a> in entrata, cio\u00e8 collegamenti che conducono al sito da \u201cpromuovere\u201d: ecco perch\u00e9 costituiscono un elemento indispensabile nel contesto di una strategia Seo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">A che cosa servono i backlink<\/h2>\n\n\n\n<p>Generando una <strong>rete di link in ingresso<\/strong> con una <a href=\"https:\/\/digitalpr.store\/it\/campagna-backlink\/\">campagna backlink<\/a> si ha la possibilit\u00e0 di migliorare il posizionamento di contenuti rilevanti o di specifiche pagine. Non tutti i backlink, per\u00f2, hanno lo stesso valore: <strong>sono di qualit\u00e0 pi\u00f9 elevata quelli che provengono da siti che godono di una buona indicizzazione<\/strong>, che vantano una domain authority di alto livello e che sono caratterizzati da <strong>metriche significative lato Seo<\/strong>, soprattutto per ci\u00f2 che concerne le parole chiave posizionate. Online ci sono diversi tool che permettono di verificare la qualit\u00e0 di un sito da cui provengono i link: si tratta di strumenti che si focalizzano sul profilo di backlink e che, quindi, definiscono un eventuale rischio di penalizzazione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come evitare le penalizzazioni<\/h2>\n\n\n\n<p>Il <strong>domain rating<\/strong> di Ahrefs, il <strong>bilanciamento tra citation flow e trust flow <\/strong>di Majestic Seo e lo <strong>spam score<\/strong> di dmoz sono tutte risorse a cui si pu\u00f2 fare riferimento per capire se il sito web da cui proviene il link \u00e8 autorevole. Ricevere link da siti contraddistinti da un profilo seo di scarsa qualit\u00e0 non \u00e8 cosa di poco conto: si corre il serio pericolo di essere <strong>penalizzati<\/strong>, a quel punto <strong>risalire in prima pagina<\/strong> tra i risultati di ricerca risulta un compito arduo. Sono tante le tipologie di backlink pericolosi e che, proprio per questo motivo, devono essere evitati: si pensi ai link da spam sui social network, ma anche ai fake blog e ai <strong>fake account<\/strong>. Rientrano tra i backlink nocivi anche quelli che provengono da siti spam (forum cinesi e indiani o siti hackerati) e quelli che arrivano da directory di link. Infine, sarebbe preferibile fare a meno dei link di blog che hanno poche parole chiave a basso volume posizionate o un profilo backlink scarso.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Link dannosi: perch\u00e9 \u00e8 necessario disconoscerli<\/h2>\n\n\n\n<p>Un <strong>approccio preventivo<\/strong> pu\u00f2 essere utile per evitare che il sito su cui si sta lavorando possa essere penalizzato. Se ci si accorge di essere linkati da domini indesiderati o su cui \u00e8 lecito avere dei dubbi, per esempio, \u00e8 possibile chiedere a Google di non tenere conto di tali backlink. I provvedimenti che possono essere adottati dal motore di ricerca sono diversi: per esempio un filtro algoritmico, a causa del quale si perdono posizioni nei risultati di ricerca. A volte, si ricorre a un\u2019azione manuale, con l\u2019applicazione di un procedimento di contrasto dello spam che viene attuata in seguito a una <strong>violazione delle linee guida<\/strong>. Nei casi pi\u00f9 gravi si pu\u00f2 arrivare addirittura al ban del dominio, il che vuol dire che il sito viene fatto sparire da Google.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come agire<\/h2>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 detto che tutti i collegamenti che provengono da siti spam abbiano conseguenze pericolose, perch\u00e9 un singolo backlink da solo non \u00e8 in grado di condizionare il destino di un sito (n\u00e9 in negativo n\u00e9 in positivo, ovviamente). Il livello di complessit\u00e0 che caratterizza Google \u00e8, evidentemente, pi\u00f9 elevato. Proprio per questo motivo, ha un senso avviare una procedura di <strong>disconoscimento dei link<\/strong> unicamente nel caso in cui venga riscontrata la <a href=\"https:\/\/digitalpr.store\/it\/come-rafforzare-la-presenza-sul-web\/\">presenza<\/a> di un numero elevato di backlink rischiosi che devono essere eliminati. Ci\u00f2 pu\u00f2 avvenire perch\u00e9 un competitor poco onesto ha messo in atto una <strong>strategia di Seo negativa<\/strong>. Insomma, se si ha a che fare con pochi link in arrivo da siti di qualit\u00e0 modesta non \u00e8 il caso di preoccuparsi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il disavow tool<\/h2>\n\n\n\n<p>Il <strong>disavow tool<\/strong> rientra nel novero delle funzionalit\u00e0 avanzate di Google ed \u00e8 uno strumento piuttosto delicato. In altri termini, conviene farvi ricorso unicamente se si \u00e8 certi di essere in possesso di competenze tecniche adeguate. In caso contrario, c\u2019\u00e8 addirittura il pericolo di provocare danni pi\u00f9 gravi rispetto a quelli a cui si vuole rimediare. Il punto di partenza deve essere la certezza assoluta della <strong>nocivit\u00e0 del link<\/strong> che si ha intenzione di eliminare; altrimenti, il risultato \u00e8 quello di rinunciare a un link che garantisce in realt\u00e0 un beneficio. Solo dopo aver appurato questo aspetto, si pu\u00f2 procedere, seguendo le istruzioni fornite in proposito da Google, creando un file con editor di testo in cui in ogni riga sar\u00e0 presente un <strong>url di link da disconoscere<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come creare il file per disconoscere i link<\/h2>\n\n\n\n<p>Il file in questione va rinominato <a href=\"https:\/\/digitalpr.store\/it\/meeo\/\">come<\/a> nomefile.txt, e deve rispettare la codificazione UTF-8 o ASCII a 7 bit. Nel caso in cui si desideri richiedere il <strong>disconoscimento di un dominio intero<\/strong>, \u00e8 necessario inserire la dicitura domain (per esempio \u201cdomain: nomedelsito.it\u201d). Quando il file \u00e8 pronto, \u00e8 sufficiente entrare in Search Console, selezionare la propriet\u00e0 di riferimento e inoltrare, tramite il disavow tool, la lista formattata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il posizionamento organico \u00e8 un aspetto a cui si deve prestare la massima attenzione nel momento in cui si costruisce un sito nuovo; in caso contrario, si rischia di ritrovarsi con un sito che, per quanto interessante possa essere, non viene mostrato nei risultati di ricerca di Google. 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